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Tecnica di concentrazione a freddo con osmosi diretta

Tecnica di concentrazione a freddo con osmosi diretta

Tecnica di concentrazione a freddo con osmosi diretta

Progettazione e realizzazione di un impianto pilota per la sperimentazione delle tecniche di concentrazione a freddo mediante processo di osmosi diretta

 

L’obiettivo di questa sperimentazione pre- industriale, svolta nelI’ambito del Programma ”Sviluppo dell’innovazione” della misura 1.6. Obiettivo 2 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, è la messa a punto di una nuova tecnologia di concentrazione dei succhi vegetali e dei mosti d’uva mediante processo di osmosi diretta.
II procedimento, che avviene senza trattamento termico del fluido da concentrare. presenta notevoli vantaggi nei confronti delle tecniche tradizionali perché consente il mantenimento di tutte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei succhi.

II processo denominato ”estrazione a membrana gassosa” è stato sviluppato con successo. tra il 1995 e il 1997, nell’ambito del programma Brite/Euram. Questa tecnologia innovativa. che può avere numerose applicazioni nelle produzioni tradizionali dei succhi di frutta e dei concentrati di pomodoro, ha dimostrato particolare efficacia nel settore enologico applicata sia all’autoarricchimento dei mosti d’uva che alla dealcolazione del vino.

 Nel dicembre 1999 è stato realizzato e collaudato dalla HYDROCONTROL S.r.l.  I’impianto pilota in grado di estrarre 60 llitri ora di acqua (con un flusso medio di 1-2 kg/h/mq di membrana). L’impianto, disposto su cassa mobile. è stato trasferito e testato presso : la Cantina Casali di Scandiano (RE). per I’autoarricchimento dei mosti d’uva, e successivamente presso la Stazione Sperimentale per I’Industria delle Conserve Alimentari (Parma) per la concentrazione di MCR, per la dealcolazione del vino e per la produzione di concentrati di pomodoro.

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Le prove condotte in campo, la validazione dei risultati (performance, qualità dei prodotti ottenuti, valutazione dei costi di gestione, analisi costi-benefici) eseguita con la collaborazione di due istituti
universitari e due centri di ricerca, e il successivo studio di fattibilità industriale hanno consentito di dimostrare le numerose potenzialità applicative di questa tecnologia.

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